No allo stadio di calcio in pieno centro abitato

Un ulteriore ampliamento dello stadio, con l’aggiunta di funzioni commerciali e parcheggi, non farebbe altro che aggravare i vari problemi di sicurezza, stress urbano, disagi, caos, limitazioni della mobilità e inquinamento del quartiere e della città.

Sì a delocalizzare il nuovo stadio in un luogo più adeguato

Uno stadio davvero “mondiale”, sicuro, facilmente raggiungibile e autonomo rispetto alla viabilità può essere proficuamente realizzato in un’ubicazione più adeguata e senza consumo di suolo, inserendolo in un progetto di rigenerazione urbana di una delle molte aree dismesse o abbandonate della città. Intervento che non solo non comporterebbe consumo di suolo, ma permetterebbe di riconvertire la cementificazione selvaggia operata nell’area Tardini in parco pubblico dedicato allo sport all’aperto e allo svago.

Sì a tutelare la qualità della vita, la salute e la sicurezza dei cittadini

Il Comune ha il dovere di ricercare soluzioni in linea con l’interesse pubblico, la qualità della vita e la sicurezza dei cittadini e con quanto stabilito dai Tribunali riguardo all’ampliamento del Tardini del 1991. È inammissibile che su un intervento che riguarda un bene pubblico l’interesse di un soggetto privato prevalga su quelli della collettività e su sentenze definitive.

Sì a rispettare le sentenze di TAR, Consiglio di Stato e Corte di Cassazione

Tutte le sentenze del TAR, del Consiglio di Stato e della Corte di Cassazione hanno rilevato irregolarità nei lavori di ampliamento dello stadio del 1991 ed evidenziato insanabili criticità dell’impianto sportivo per la sua anomala ubicazione nel pieno centro abitato della città.

Lo stesso TAR, con altra sentenza, ha invitato il Comune di Parma a rimuovere le misure restrittive per cui a ogni evento sportivo si alzano gabbie metalliche inamovibili sulle strade, si ostacola l’accesso ai mezzi di soccorso, si limita fortemente la mobilità in una vasta area urbana e si impiegano straordinari e costosi spiegamenti di mezzi e forze dell’ordine, che non consentono, a chi non si reca allo stadio, l’esercizio degli elementari diritti di movimento in cui si sostanzia la qualità della vita.

No allo smantellamento della scuola Puccini-Pezzani

Smantellare un plesso scolastico efficiente e baricentrico per il suo quartiere è un atto contrario ai valori di sostenibilità ambientale, un abuso nei confronti dei cittadini e procurerebbe un grave e ingiusto danno al patrimonio erariale della città.

No a realizzare nuovi spazi commerciali in un’area ampiamente servita

Nuovi spazi commerciali sono del tutto inutili in un quadrante urbano ampiamente servito non solo da negozi di quartiere, ma anche da diversi supermercati e centri commerciali. Penalizzerebbero inoltre i negozi esistenti aumentando traffico e inquinamento.

No a realizzare nuovi parcheggi in pieno centro

Nuovi parcheggi in prossimità del centro storico sono contro ogni logica urbanistica e ambientale e avrebbero come unica conseguenza l’aumento del traffico e dell’inquinamento acustico e dell’aria. I mezzi privati devono fermarsi nei grandi parcheggi scambiatori già esistenti.

Sì a destinare l’area Tardini, come era in origine, a verde pubblico attrezzato per lo sport e lo svago

Ogni intervento deve essere ispirato a principi di sostenibilità e salvaguardia dell’ambiente. Lo stadio deve essere delocalizzato in una ubicazione più adeguata, lontano del centro città e dai quartieri residenziali. L’area Tardini può essere riqualificata a a verde pubblico attrezzato per lo sport a disposizione dei cittadini e delle scuole.