Scriviamo in merito alla vicenda del progetto di ampliamento dello stadio Tardini che riguarda il questionario dal titolo “Rigeneriamo lo stadio Tardini, insieme!”, voluto dal Parma Calcio – la società privata che intende realizzare l’intervento su quello spazio pubblico – e promosso in modo del tutto irrituale dall’Amministrazione comunale.

Il sondaggio fasullo

Come prima considerazione, abbiamo appurato che è possibile inviare il questionario più volte: questa evidenza rende qualsiasi risultato totalmente privo di valore e di senso. Com’è possibile che questa Giunta promuova un sondaggio “truccato”, ma che addirittura lo presenti come un valido supporto di consultazione dei cittadini per decidere la trasformazione di uno spazio pubblico rilevante come quello dello stadio Tardini?

La front page del sondaggio reclamizza con tutta evidenza il Parma Calcio e pone l’ampliamento del Tardini nella sua attuale ubicazione come unica possibilità. Il questionario ignora quindi una questione cruciale sulla quale invece dovrebbe essere possibile esprimere un giudizio. L’ipotesi di delocalizzare l’impianto sportivo in sede più consona, al difuori del centro abitato, non può essere infatti esclusa in modo aprioristico e dogmatico.

Chi dissente non può rispondere a tono, spostando la questione dalla trappola demagogica del Piano Strutturale Comunale e del “consumo di suolo”, alle ben più cogenti sentenze del TAR. Queste infatti hanno bocciato sia l’ampliamento degli anni ’90, poiché l’impianto è “chiuso in un perimetro continuo e totalmente immerso in pieno centro abitato”, sia le misure interdittive della mobilità messe in atto a ogni evento sportivo, per il fatto che lo stadio si trova nel pieno centro abitato della città, che non consentono, a chi non si reca allo stadio, l’esercizio degli elementari diritti di movimento in cui si sostanzia la qualità della vita.

L’impostazione di svariate domande offende l’intelligenza, in alcune si fa confusione – in modo manipolatorio – tra servizi pubblici e attività commerciali. In altre domande – altrimenti perché porle – emerge chiaramente l’intenzione del promotore privato di mutare la destinazione dell’area pubblica su cui insiste lo stadio, dal mero fine sportivo a scopi commerciali o immobiliari. Ma a quale prezzo e con quali ricadute sui quartieri circostanti e sulla qualità della vita dei cittadini non è dato sapere.

Si pongono domande capziose sulla scuola Puccini Pezzani. Ci chiediamo preoccupati per quale motivo il Parma Calcio sarebbe interessato a quella scuola? Da mesi infatti assistiamo a una girandola di affermazioni del vicesindaco Marco Bosi, regolarmente smentite e poi nuovamente riproposte, tutte ampiamente documentate, circa l’abbattimento di questo edificio scolastico essenziale per il suo quartiere.

La pagina conclusiva del questionario reclamizza le imprese private che si stanno occupando del progetto di ampliamento dello stadio. Si legge che lo scopo è di “capire l’utilizzo e fruizione futura degli spazi, da sottoporre ai progettisti e al Parma calcio”. Com’è possibile che l’amministrazione comunale lasci libero il privato di decidere come intervenire su un bene pubblico sulla base di un sondaggio fasullo? È del tutto evidente, infatti, che la società del Parma Calcio non agisce certo per filantropia, come alcuni esponenti della Giunta vogliono farci credere, ma chiede di intervenire su uno spazio pubblico per soddisfare esclusivamente i propri interessi economico-finanziari.

La preoccupante confusione tra pubblico e privato

Quanto detto finora pone seri dubbi sulla correttezza dell’atto formale compiuto da Bosi, nel suo ruolo di pubblico funzionario, di inviare mail ai Comitati Civici e ad altri soggetti per promuovere il sondaggio voluto da una società privata quale è il Parma Calcio. Com’è possibile che il sondaggio del Parma Calcio sia stato pubblicato addirittura sulla pagina Facebook istituzionale del Comune?

A questo si aggiunge, a stretto giro, l’altrettanto inedita vicenda della mail inviata dal dirigente scolastico dell’I.C. Puccini, Gastone Demaldè, ai genitori degli alunni dell’istituto, in cui chiede la compilazione dello stesso questionario. Il Parma Calcio è una società privata che non gode di alcun accreditamento pubblico e che nulla ha a che fare con la scuola. Esprimiamo seri dubbi sulla correttezza e legittimità di un simile atto, dove un dirigente scolastico si presta a diffondere materiale che nulla ha a che vedere con la funzione educativa della scuola. Ci si chiede quali intenzioni abbiano ispirato Demaldè.

È emblematico che, prima ancora che il “vecchio progetto fosse depositato, a inizio settembre 2020, in Comune e che fosse quindi possibile valutarne l’interesse pubblico e la fattibilità attraverso una delicata procedura da effettuarsi nelle appropriate sedi tecniche, esponenti della Giunta lo abbiano più volte dichiarato in linea con gli intendimenti dell’Amministrazione. Marco Bosi: Posso anticipare che questo lavoro è assolutamente in linea con la visione che l’Amministrazione ha sempre avuto dello stadio.” (La Repubblica, 26 agosto 2020 – Verso il nuovo Tardini, il Comune: “Progetto del Parma Calcio in linea con la nostra visione”). È lo stesso progetto che, nei documenti depositati in Comune, definisce l’edificio scolastico Puccini Pezzani una “interferenza” che “pone infatti delle criticità al raggiungimento degli obiettivi finali di riqualificazione dell’impianto” e in cui è scritto anche: “Le lavorazioni della Fase 2 (n.d.r. riqualificazione tribuna sud e realizzazione edificio angolo sud-est) potranno aver luogo solo previa demolizione, a cura dell’Amministrazione Concedente, dell’esistente edificio scolastico posto su via Puccini”.

L’abbattimento della scuola Puccini Pezzani

Dirimente, sul tema scuola Puccini Pezzani, è la vicenda che riguarda la MOZIONE (ex art. 30 dello Statuto e art. 28 del Regolamento comunale) recentemente depositata da alcuni Consiglieri per il voto al Consiglio, finalizzata “a non procedere o acconsentire in alcun modo e per nessun motivo alla demolizione del plesso scolastico Puccini Pezzani e anzi a impegnarsi a inserire detto plesso scolastico nella programmazione comunale che consenta di svolgere la manutenzione, sia ordinaria che straordinaria, volta a garantirne la piena efficienza, al servizio dello stradario del quale è da sempre baricentrico, in piena complementarietà con la prospiciente scuola materna Fantasia, con cui costituisce insostituibile complesso al servizio del quartiere.”

Se l’intenzione di abbattere la scuola non fosse verosimile – e qui ci sarebbe da domandarsi sulla base di quali presupposti o accordi non svelati ciò sia concepibile – ci chiediamo come mai alcuni Consiglieri comunali abbiano ritenuto necessario e indifferibile promuovere questa iniziativa. La mozione è ferma da settimane in Comune, in attesa di quali decisioni non è dato sapere.

Il vicesindaco Marco Bosi interviene in Consiglio comunale l’8 marzo 2021 rispondendo alla consigliera Roberta Roberti e, in merito alla mozione, si esprime con parole su cui è fondamentale fare attenzione. Nella sua replica, il vicesindaco MAI afferma che la scuola non sarà abbattuta, e aggiunge: “Si continuano a dire cose faziose, cioè che la volontà (n.d.r. del vicesindaco e della Giunta) è quella di abbattere una scuola o di sacrificare una scuola… fra un mese avremo la verità… quando la scuola vedrete che sarà lì dov’è esattamente come oggi”. Ci mancherebbe altro che fra un mese la Puccini Pezzani fosse già abbattuta!

A questo proposito vale la pena richiamare quanto lo stesso vicesindaco ha asserito a inizio febbraio 2021 (La Repubblica, 3 febbraio 2021 – Nuovo Tardini, Bosi: “Cantiere possibile dall’estate 2022…”). In quella circostanza Marco Bosi ha affermato che il “trasferimento” (n.d.r. sgombero dal plesso Puccini Pezzani) della media Puccini nella scuola in costruzione nell’area ex Castelletto è confermato, tanto che il vicesindaco arriva a dichiarare che “Il preside dell’istituto (n.d.r. Gastone Demaldè) ci ha detto che prima le elementari saranno riunite (n.d.r. sgomberate dal plesso Puccini Pezzani) alle medie meglio sarà”. A quel punto, sgomberata anche l’elementare Pezzani, il plesso scolastico potrà essere interamente abbattuto.

Demolire la Puccini Pezzani sarebbe un abuso nei confronti delle famiglie del quartiere che verrebbero private dei servizi educativi essenziali e procurerebbe un grave e ingiusto danno al patrimonio erariale della città, soprattutto per lo stato di conclamata carenza di spazi scolastici in cui versa Parma, perciò costretta ad affittarne di aggiuntivi a spese dei contribuenti.

L’etica del Far West

Tutto ciò pare confermare il ruolo subalterno dell’ente pubblico agli interessi del promotore privato, ormai così certo del proprio ascendente sull’Amministrazione della città, da potersi permettere di designare il futuro di Parma, decidendo dove deve stare lo stadio, per i prossimi cent’anni.

Com’è dunque possibile che l’Amministrazione comunale si mostri a tal punto appiattita su interessi che poco hanno a che vedere con il bene pubblico, ignorando, o meglio calpestando, i diritti di coloro che risiedono, abitano, vivono, studiano e lavorano nei quartieri intorno allo stadio e di tutti? Come precisa l’ANAC (Autorità Nazionale Anti Corruzione): non sono ammesse subalternità della funzione pubblica all’agente privato.

Il Tardini non può diventare il grimaldello per realizzare speculazioni immobiliari e commerciali, che nulla hanno a che vedere con l’interesse pubblico, edificando in modo pesante e scriteriato nel pieno centro abitato della città.

Solo attraverso un’analisi preliminare ragionata, che tenga conto dei molteplici fattori in gioco e delle possibili alternative, mai considerate da questa Giunta, è possibile fare pianificazione urbanistica e interventi coerenti rispetto ai canoni della sostenibilità etica, ambientale, sociale ed economica, tenendo conto che il contesto dove attualmente è collocato lo stadio è una parte della città storica che si è strutturata su logiche urbanistiche e abitative che non potranno mai, oggi e soprattutto in futuro, sopportare le trasformazioni richieste.

Il privato non può sostituirsi – come a Parma sta accadendo in modo grave e preoccupante, non solo per lo stadio – a quelle che dovrebbero essere le competenze dell’amministrazione pubblica. È inammissibile che un unico soggetto privato possa dettare l’agenda del Comune e l’urbanistica della città!

Essendo dimostrata la capziosità e totale inaffidabilità del sondaggio voluto e gestito dal Parma Calcio, che può essere soggetto a manipolazione dei risultati in quanto è appurato che è possibile inviare il questionario più volte, cosa che rende qualsiasi esito totalmente privo di valore e di senso, è del tutto evidente che NON può essere considerato in alcun modo come strumento di valutazione di una eventuale sedicente “espressione della volontà dei cittadini”.

Ci aspettiamo pertanto che il Comune, mai e in nessuna occasione e per nessun motivo, pensi di servirsi o divulgare o dare risalto o anche solo fare riferimento a tale discutibile iniziativa allo scopo, anche solo indiretto, di promuoverne o accreditarne i contenuti e gli eventuali esiti.

Il Comune non può continuare in questa grave e sconcertante confusione di ruoli, il suo dovere è rappresentare e tutelare i cittadini, non perseguire gli interessi di un singolo privato a dispetto e danno della comunità e del bene pubblico.