Dalla lettura della Relazione Illustrativa del Progetto di ampliamento dello stadio Tardini, depositato dal Parma Calcio in Comune a inizio settembre 2020, capiamo finalmente uno dei motivi, forse il principale, per cui il vicesindaco Bosi e il sindaco Pizzarotti si sono ben guardati dal rendere pubblici quei documenti: avrebbero sollevato un’ondata di indignazione generale, in quanto su quelle carte è dimostrato il vero e unico scopo per cui si vuole abbattere in modo ingiustificato una scuola ancora efficiente e baricentrica allo stradario del quartiere a cui fornisce i servizi educativi.

Per evitare fraintendimenti, è meglio riportare testualmente quanto si legge nella documentazione, in modo che ciascuno possa elaborare un giudizio sull’operato di chi dovrebbe adoperarsi per il bene di tutti i cittadini.

Estratto da Relazione Illustrativa (SF.GEN.01.001) del Progetto di rinnovamento dello stadio Ennio Tardini di Parma e la conduzione e gestione dello stesso, documento parte del materiale depositato in Comune a inizio settembre 2020 e mai reso pubblico:

  • […] “L’impianto sportivo si trova oggi all’interno di un tessuto urbano consolidato. I fabbricati che lo circondano sono principalmente a funzione residenziale o legate a questa. L’unica eccezione è rappresentata dai fabbricati che compongono l’Istituto Comprensivo Giacomo Puccini.”;
  • […] “Le lavorazioni della Fase 2 (n.d.r. riqualificazione tribuna sud, quella più vicina alla scuola, e realizzazione edificio angolo sud-est) potranno aver luogo solo previa demolizione, a cura dell’Amministrazione Concedente, dell’esistente edificio scolastico posto su Via Puccini; tale edificio pone infatti delle criticità al raggiungimento degli obiettivi finali di riqualificazione dell’impianto sportivo in quanto determina sia una riduzione dell’area cortilizia a servizio dello stadio nonché una strettoia delle vie di esodo ed accesso da parte degli spettatori.” […] “L’eliminazione di detta interferenza… garantire un aumento dei posti a sedere ed una più agevole fruizione della struttura sportiva”.

Quelle poche righe della Relazione Illustrativa pongono la questione sotto una luce ben diversa da quanto prospettato da esponenti apicali della Giunta con una campagna di dichiarazioni, messa in atto nell’ultimo anno e mezzo nei confronti dell’opinione pubblica, volta a dimostrare problemi insolubili che graverebbero su quell’edificio, tali da giustificarne l’abbattimento:

  • problemi strutturali” sostenuti dal vicesindaco: se così fosse, ci dovremmo chiedere preoccupati come mai l’edificio scolastico non sia stato tempestivamente chiuso e reso inagibile;
  • problemi sismici” più volte paventati dal sindaco: gli edifici scolastici sono sottoposti regolarmente ad accurate valutazioni di rischio sismico e non risulta che vi siano problemi; signor sindaco, come dice lei: “le parole sono importanti”;
  • cortile troppo piccolo”, come dichiarato dal vicesindaco: prima era più ampio, ma è stato ridotto una prima volta per aprire una seconda via d’accesso allo stadio, successivamente, in modo ancora più invasivo, a seguito dei lavori di ampliamento del Tardini del 1991, per dare altro spazio allo stadio, sottraendolo alla scuola;
  • problemi di efficienza energetica” asseriti dal vicesindaco e da altri membri della Giunta: tante altre scuole del Comune ne soffrono esattamente come la Puccini-Pezzani, ma a nessuno verrebbe in mente di abbatterle; piuttosto vengono programmati interventi manutentivi straordinari di adeguamento energetico;
  • più conveniente demolirla che rinnovarla”, dichiarazione più volte ribadita da diversi membri dell’Amministrazione: le scuole di Parma che sono baricentriche per lo stradario dei loro quartieri, come lo è la Puccini-Pezzani per il proprio, anche se molto più vecchie, non solo non vengono abbattute, ma vengono sottoposte a manutenzione ordinaria e straordinaria per adeguarle e tenerle in efficienza; alcune sono state integralmente demolite e ricostruite dove erano a conferma che il criterio che stabilisce la loro ubicazione è lo stradario al quale sono centrali.

La prova delle reali motivazioni per abbattere una scuola sta in quelle poche righe della Relazione Illustrativa del progetto di ampliamento del Tardini. Progetto concepito nel corso del 2019 e depositato in Comune a inizio settembre 2020, senza alcuna valutazione preliminare condivisa o processo partecipato nei confronti della città.

La trama qui è cambiata in corsa, quando ci si è resi conto che, senza abbattere la scuola Puccini Pezzani, lo stadio non si poteva ampliare come voluto dal promotore privato del progetto, dato che: “tale edificio pone infatti delle criticità al raggiungimento degli obiettivi finali di riqualificazione dell’impianto sportivo in quanto determina sia una riduzione dell’area cortilizia a servizio dello stadio nonché una strettoia delle vie di esodo ed accesso da parte degli spettatori”.

Demolire una scuola ancora efficiente e baricentrica per il suo quartiere è già un controsenso, farlo con lo scopo di assecondare gli interessi di un soggetto privato, sarebbe un grave segnale di sottomissione di questa Giunta a interessi che poco hanno a che fare con il bene pubblico e procurerebbe un grave e ingiusto danno al patrimonio erariale della città. Danno ancora più grave visto che Parma vive da diversi anni in emergenza spazi scolastici e per sopperire il Comune deve affittarne di aggiuntivi a spese dei contribuenti e molti studenti sono costretti ad andare in istituti anche molto lontani dal loro quartiere.

E non si venga a dire che il nuovo plesso scolastico “Scuola nel Parco”, previsto nell’area dell’ex Castelletto (tra via Zarotto e via Sidoli), è sostitutivo della scuola che la Giunta intende abbattere. Quel plesso non è stato progettato per rimpiazzare la Puccini-Pezzani, in quanto prevede solo una scuola media ed è concepito per essere baricentrico al crescente fabbisogno di aule dell’area periferica sud-est della città (zona via Traversetolo, via Sidoli, via Gronchi, via Budellungo, Sant’Eurosia) che si è fortemente sviluppata negli ultimi decenni. Quindi una scuola aggiuntiva a quelle esistenti e al servizio di un’area ben diversa da quella della Puccini-Pezzani.

Possiamo solo auspicare che su questa vicenda, dove un’amministrazione pubblica si presta ad avallare in modo così arbitrario e disinvolto l’abbattimento di una scuola ancora efficiente e centrale per il suo quartiere, con l’unico fine evidente di assecondare gli interessi di un soggetto privato, i cittadini possano riflettere a fondo.